Antropologia, giornalismo e media a confronto

Appena laureata ho cominciato a riflettere sulle affinità e sulle divergenze tra antropologia e giornalismo, e sull’utilizzo del web e dei social media in entrambe le professioni. Essendomi iscritta da poco su LinkedIn, ho voluto scambiare qualche idea con i miei collegamenti, principalmente antropologi da me sconosciuti e dalle più svariate provenienze e aree di studio. Ecco quindi le prime riflessioni.
 

Il primo post – 16 aprile 2016

Prima che il giornalismo e le sue tecniche di indagine fossero influenzati dalle nuove tecnologie informatiche e virtuali (email per effettuare interviste, blog e rubriche online, social media, ecc.), alcune metodologie d’indagine erano SIMILI a quelle etnografiche. Mi riferisco in particolar modo alle interviste e alla necessità di recarsi sul campo (inviati di guerra, …), benchè l’elaborazione dei dati raccolti ed il testo che ne scaturisce siano completamente differenti.

Una prima domanda che pongo è quindi perchè, nella storia delle scienze sociali, l’antropologia sia entrata in dialogo con la sociologia e mai (per quanto ne so) con il giornalismo.

Mi piacerebbe lanciare questa sfida, partendo con una riflessione emersa dal sito del Festival internazionale del giornalismo che si terrà a breve a Perugia. Si legge:
«Monitorare un evento facendo ricorso ai social media è una delle sfide del giornalismo moderno. Un giornalista che non ha necessariamente bisogno di fare domande, ma può limitarsi ad ascoltare tra migliaia di conversazioni spontanee che si sviluppano online».
http://www.festivaldelgiornalismo.com/post/28988/

Sarà che anche le tecniche di diffusione del sapere antropologico e la metodologia etnografica verranno influenzate dai nuovi strumenti di comunicazione e informazione?

Risposta a un commento – 21 aprile 2013

(nel commento è stata consigliata la lettura di: LETT, James. Anthropology & Journalism. In 1986 Communicator (Journal of the Radio-Television News Directors Association) May XL(5):33-35. http://faculty.ircc.cc.fl.us/faculty/jlett/Article%20on%20Anthropology%20and%20Journalism.htm)

Ho trovato il breve articolo introduttivo del prof. Lett carico di stimoli, i quali meriterebbero approfondimenti discutibili e confronti contrastanti.

Innanzitutto il confronto tra giornalismo e antropologia, dal punto di vista epistemologico, etico, metodologico e empirico. “From an anthropological point of view, journalism is exceedingly uncritical… irreverent, disrespectful, and even blasphemous critics of society… journalists tend to be, in anthropological jargon, ethnocentric” – ha scritto Lett. Al contrario, mi chiedo invece, from a journalistic point of view, quali sono i punti critici dell’antropologia?

Un primo punto in tale riflessione potrebbe essere, come ha individuato Lett, il fatto che la diffusione del sapere antropologico non sfrutta appieno gli strumenti per raggiungere un audience più ampio rispetto alle nicchie di iniziati a tale sapere. “I believe that the visual broadcast medium has the power and potential to be the most important medium of mass communication in the history of the world…“, conclude, e su questo noi antropologi potremmo riflettere e imparare.

Inoltre, concordo con l’autore sulla necessità di diffondere quel senso critico che, in parte, differenzia l’antropologia dalle altre scienze. Riferendosi ai media statunitensi, egli ha criticato il fatto che i notiziari difficilmente fanno riflettere i telespettatori sulla propria visione del mondo o contribuiscono a mettere in discussione il proprio ethos, quanto piuttosto li rafforzano e creano pregiudizi e generalizzazioni che si propagano assiduamente. Affermazione, questa, che può essere perfettamente trasposta ai notiziari italiani odierni, i cui contenuti sono, a mio parere, privi di criticità, di stimoli riflessivi e di contenuti di interesse (che non devono essere per forza prettamente antropologici, ma semplicemente informativi). Tuttavia non voglio qui addentrarmi nella banale critica a certi programmi televisivi…

Per concludere, voglio fare una breve osservazione riguardante l’influenza delle teorie foucaultiane sull’autore, il quale si è soffermato ripetutamente sulle forme di controllo intraprese dalle Stato sulla popolazione e che i mezzi di comunicazione appoggiano e contribuiscono a diffondere. Un punto di vista che, probabilmente, è oggigiorno scontato e che, dobbiamo ricordare, in tempi passati era applicabile anche alle discipline antropologiche.

L’annuncio dell’IJF13 – 25 aprile 2013

Dovendo recarmi a Perugia per il Convegno di Americanistica, ho deciso di anticipare la partenza e partecipare anche all’International Journalism Festival. Ho pensato che potrebbe essere un’occasione interessante per trarre qualche spunto riflessivo per questo dibattito!
Domani mattina saró già sul campo e mi faró in 2 per poter assistere a dibattiti, workshop e incontri vari. Prenderó nota, osserveró, cercheró di cogliere appieno ed apprenderd la cosmologia e la cultura della “tribu dei giornalisti” (D. mi sono giá affezionata a questa espressione! Grazie…).

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