Altri scritti

Saggi non pubblicati, scritti per esami universitari

Will the axolotl evolve or will it ever be trapped in the national character they wanted it to be?

Il saggio consiste in una rassegna di “The cage of melancholy. Identity and metamorphosis in the Mexican character”, scritto da Roger Bartra nel 1987, e espone la tesi postmodernista secondo cui l’identità messicana costituisce un “mito” fondato dalle classi politiche e caratterizzato dall’inettitudine, dalla malinconia e dall’emotività. L’antropologo sociale usa quindi la metafora dell’axolotl (Ambystoma mexicanum), un animale messicano che, non potendo evolvere in salamandra, rimane allo stato embrionale, e per questo è rappresentativo dei fatti sociali e dei fenomeni biologici che il nazionalismo messicano incorpora: i processi di metamorfosi e di cambiamento di una nazione in contrapposizione con lo spirito melanconico dei messicani contadini (pelados), mettendo così in discussione l’a-storicità che viene attribuita alle classi subalterne messicane.

Scritto in vista di: Esame del corso di laurea magistrale | BENS E PESSOAS NA AMÉRICA LATINA | Prof. Anthony Shelton | Universidade de COIMBRA | Departamento de Antropologia | Esame: gennaio 2009.

Lingua: inglese | 5 pagine | Non pubblicata

Materia: post-modern studies, politics, etnoscienza

Parole chiave: nazionalismo messicano, identità, animali Messico, metamorfosi, a-storicità

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Non è una questione di difendere, ma di comprendere e dar voce.

Analisi della critica di Miguel Mellino al postcolonialismo e confronto con il movimento Rastafari.

Attraverso la critica fatta da Miguel Mellino ai postcolonial studies, e quindi allo studio delle identità culturali e diasporiche, decolonizzate e soggette alla globalizzazione, analizzo i concetti di antiessenzialismo, ibridazione e infondatezza della costruzione di identità da lui discussi attraverso il caso etnografico della “Jamaicanness”, della musica reggae e del Rastafarianesimo. Critico quindi i concetti di “culture forti” e “culture deboli” da lui sostenuti e contraddico la sua critica ai postcolonial studies secondo cui si tratta di un approccio ontologico piuttosto che epistemologico.

Scritto in vista di: Esame del corso di laurea magistrale | ANTROPOLOGIA CULTURALE SP. | Prof.ssa Franca Tamisari | Università degli Studi di VENEZIA | Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea (DSAAM) | Esame: dicembre 2010.

Lingua: italiano | Non pubblicata

Materia: antropologia culturale, post-colonial studies, storia dell’antropologia

Parole chiave: critica, identità, post-colonialismo, diaspora, rastafarianesimo

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Faenza, dove il boom degli ostelli non è ancora arrivato.

Focus group sulla necessità ed il desiderio di un ostello da parte di diversi profili professionali.

Da anni a Faenza, città d’arte e della ceramica in provincia di Ravenna, si discute della necessità di costruire un ostello della gioventù come alternativa alle strutture ricettive a caro prezzo ospitanti i turisti che si recano in città per visitare il Museo Internazionale delle Ceramiche, o partecipare ai vari eventi culturali sul territorio, come l’Argillà (festival della ceramica), il Mei (Meeting delle Etichette Indipendenti) e il Palio del Niballo. Con questo scopo, il Rione Verde di Faenza si è fatto promotore del recupero e restauro dell’antico Convento dei Circensi annesso alla Parrocchia di Santa Maria Foris Portam, patrimonio artistico cittadino, per adibirlo a ostello. Nel focus group realizzato in loco, ho quindi riunito alcuni attori sociali (il vice-caporione, l’architetto responsabile del restauro, l’assessore ai lavori pubblici, un grafico pubblicitario e un artista/designer) con cui sono state discusse le varie fasi di realizzazione dell’ostello.

Scritto in vista di: Esame del corso di laurea magistrale |  ETNOGRAFIA SP. | Prof. Gianfranco Bonesso | Università degli Studi di VENEZIA | Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea (DSAAM) | Esame: febbraio 2011.

Lingua: italiano | 14 di 28 pagine | Non pubblicata

Materia: etnografia, beni culturali, territorio e politiche locali

Parole chiave: ostello della gioventù, patrimonio artistico, eventi culturali, Faenza, focus group

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O medo que nunca deixa em paz: emoções de uma antropologa.

(La paura che non da tregua: emozioni di un’antropologa)

Si tratta di un saggio di antropologia delle emozioni, in cui viene presa in analisi la paura in quanto metanarrativa delle ricerche sul campo in contesti particolarmente violenti e pericolosi. La paura viene decostruita dal punto di vista psico-somatico, politico e sociale, attraverso i concetti di paura individuale e collettiva, di cultura della paura e routinizzazione del terrore, di vulnerabilità sociale e percezione del rischio. Sono riportate alcune riflessioni personali sulla ricerca svolta a Rio de Janeiro sui baile funk carioca.

Scritto in vista di: Esame del corso di laurea magistrale | CULTURA E SUBJECTIVIDADE: ANTROPOLOGIA DAS EMOÇÕES | Prof.ssa Claudia Coelho | Universidade do Estado do RIO DE JANEIRO (UERJ) | Institudo de Filosofia e Ciências Humanas (IFCH) | Esame: dicembre 2011.

Lingua: portoghese e italiano | Non pubblicata

Materia: antropologia delle emozioni, antropologia della violenza, etnografia

Parole chiave: emozioni, cultura della paura, rio de janeiro, baile funk carioca

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Uma sociedade (ultra-moderna) do sexo que fala… e canta!

(Una società (ultramoderna) del sesso che parla… e canta!)

In questo saggio analizzo i discorsi inerenti il sesso all’interno della scena funk carioca, attraverso i concetti foucaultiani di repressione e esplosione discorsiva su sesso e sessualità, la scientia sexualis e la ars erotica e di erotismo discorsivo generalizzato, ma anche il concetto di Giddens di società ultramoderna e dell’impatto che il consumismo e la pornografia hanno sui giovani carioca e brasiliani, nonché sugli artisti funk.

Scritto in vista di: Esame del corso di laurea magistrale | INDIVIDUO E SOCIEDADE | Prof. Ronaldo Castro | Universidade do Estado do Rio de Janeiro (UERJ) | Institudo de Filosofia e Ciências Humanas (IFCH) | Esame: dicembre 2011.

Lingua: portoghese e italiano | Non pubblicata

Materia: sociologia

Parole chiave: sesso, sessualità, foucault, rio de janeiro, baile funk carioca

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Dos bailes no morro à parada no centro: o grito de guerra e auto-afirmaçao do funk. 

Análise da trajétoria urbana e dos espaços mídiatico e urbanistico que a música funk percorreu em procura de reconhecimento.

(Dai baile nel morro alla parata in centro: il grido di guerra e auto-affermazione del funk. Analisi della traiettoria urbana e degli spazi mediatico e urbanistico che la musica funk ha percorso alla ricerca di riconoscimento)

Questo saggio è frutto di una prima analisi dei dati raccolti sul campo durante il Rio Parada Funk, un evento musicale funk carioca che aveva lo scopo di portare il genere musicale nel Centro città, al Largo da Carioca. Si tratta un atto politico del movimento per il riconoscimento del funk carioca in quanto tratto culturale della metropoli, e quindi una “tattica pratica urbana” (De Certeau) che ha concluso, provvisoriamente, quella traiettoria storica e urbana che aveva visto il funk carioca scendere dai morro (favela) in tutta Rio de Janeiro. Attraverso i dati di campo, ho tracciato una cartografia urbana del funk carioca, ho cioè descritto come tale scenario musicale si sia intrecciato con il tessuto urbano, e ho decostruito le rappresentazioni che hanno coinvolto alcuni luoghi emblematici di Rio (spiagge della Zona Sud e Centro), comparando le retoriche delle strategie discorsive mediatiche e quelle delle tattiche urbanistiche e di dislocamento del movimento per il riconoscimento del funk carioca.

Scritto in vista di: Esame del corso di laurea magistrale | CIDADE E CULTURA – ANTROPOLOGIA URBANA | Prof.sse Patrícia Birman e Sandra Sá Carneiro | Universidade do Estado do Rio de Janeiro (UERJ) | Institudo de Filosofia e Ciências Humanas (IFCH) | Esame: gennaio 2012.

Lingua: portoghese e italiano | 17 pagine | Non pubblicata

Materia: sociologia urbana, geografia umana, antropologia della musica

Parole chiave: Rio de Janeiro, eventi culturali, Rio Parada Funk, cartografia urbana, musica brasiliana

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