Maresias

Stamattina André mi ha svegliata ad un’ora giusta, verso le 09.30: fremeva dalla voglia di andare in spiaggia. Mi sentivo davvero riposata e la sana colazione offerta dall’ostello era proprio quello che ci voleva: succo di mango, pane con burro e marmellata di goiaba (una delizia!!), papaia, un panino col prosciutto e caffelatte. Quindi siamo partiti per la spiaggia. La giornata era stupenda, con il sole invernale che scaldava il piccolo paese di mare.

Dopo il primo bagno ci siamo fermati in un chischetto per bere il latte di cocco. Abbiamo però scoperto che era stato proibito a causa della sporcizia, delle noci di cocco che rimanevano sulla spiaggia e che spesso venivano assorbiti dal mare, diventando pericolosi soprattutto per i surfisti. Ci siamo accontentati di due fresche caipirinhas, al kiwi per lui e alla maracujá per me.

Caipirinhas
Caipirinhas

Presto ci ha raggiunti un “tipo da spiaggia”, con la sua gira (slang) colma di “Legal!”, “Galera”, “Bro” e “Pode acreditar!”: Marcelo, semplice semplice nel suo costume da bagno azzurro, la maglietta ingiallita dal tempo e un berrettino da donna in tinta con i pantaloncini, visiera ed un fiocco per regolarne le dimensioni. Il viso mulatto, bruciato dal sole, dei piccoli dread intrecciati dalla salsedine e il sorriso tutto rotto. Portava con sé due espositori di braccialetti, collane e orecchini ed una sportina colma di fili colorati, attrezzi vari quali cesoie, gancetti e semi vari. Ne conserviamo il ricordo con un ciondolo fatto con lo scheletro della coda di una razza e una cavigliera formata da fili di alluminio impreziositi da minerali ambrati provenienti dallo stato di Minas Gerais.

Perigo
Perigo

Finite le caipirinhas ci siamo incamminati verso le montagne che costeggiano la Praia de Maresias sulla sinistra (guardando il mare). Ci siamo arrampicati su per un sentiero rossiccio, godendo del fantastico panorama che questo ci ha offerto, per poi scendere in una prainha molto piccola, rocciosa, ed fare un altro bagnetto nel freddo oceano. Qui le onde erano già più basse, anche se la corrente rimaneva forte. Ci siamo arrampicati su uno scoglio e di lì abbiamo goduto della brezza marina, abbiamo respirato la maresia (la scia grigia che vaga su queste spiagge, dovuta alla brezza marina mista al vapore prodotto del frantumarsi delle onde). Qual paraíso!

Proseguendo per una piccola foresta, immersi nella Mata Atlantica, qui ancora piuttosto intatta, siamo arrivati infine alla nostra meta, la Praia de Paúba. Che meraviglie di insediamenti, con le loro villette recintate, i muretti poco più alti di un uomo, i suoi murales di mille colori e le strade non asfaltate, immerse nel verde e attraversate da qualche persona di quando in quando, spesso a piedi, a volte in bicicletta, raramente in macchina. Nel minimarket del paese abbiamo acquistato un po’ di pane, formaggio, prosciutto ed un paio di scatolette di tonno; un cartoccio di succo puro di arancia (marcato Coca Cola) e siamo fuggiti in spiaggia per gustarci i panini in riva al mare.

Maresias, 17.06.2010

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s