Rio e l’antropologia brasiliana

#Rio_de_Janeiro   #Museu_do_Índio   #UFRJ   #Museu_Nacional

Dall’ultima volta che ci siamo sentiti sono stata a Rio, per visitare questa famosissima metropoli e, soprattutto, per visitare l’Università e incontrare gli antropologi che avevo tentato di contattare. I primi giorni sono stati un disastro: pioveva, non sapevo come muovermi e per questo ho impiegato una mattinata intera a trovare la sede di antropologia…

Il primo giorno ho visitato il Museu do Índio, dove mi è stato dato il contatto di una professoressa italiana che lavora al Museu Nacional. L’ho contattata subito senza ricevere mai una risposta. Il secondo giorno ho raggiunto la sede di antropologia. Sono riuscita a parlare con una segretaria, che non mi ha detto niente di differente da quello che è scritto sul sito dell’università, e una professoressa che ha cercato di intimidirmi e demoralizzarmi… Ha detto che non sarei mai riuscita a parlare con nessun professore e sarebbe stato impossibile per me fare la specialistica lì, in quanto bisogna superare il test d’accesso che si terrà a luglio. I professori erano irraggiungibili perché il giorno seguente avrebbero partecipato tutti ad un seminario in onore di una professoressa di antropologia deceduta e il giorno seguente non ci sarebbero state lezioni a causa della partita di calcio Brasile-Portogallo. Le ho detto che avevo intenzione di andare al seminario, per conoscere i  docenti della UFRJ e l’antropologia brasiliana…

Il giorno dopo sono andata comunque e ho assistito al seminario per tutta la mattina… Si è tenuto al Museu Nacional e così, nel pomeriggio, ne ho approfittato per vedere le esposizioni etnografiche che vi sono raccolte. Il giorno dopo ancora sono stata a Copacabana con un ragazzo conosciuto in albergo, dove la Fifa ha installato un mega-schermo per vedere i Mondiali. Abbiamo assistito al primo tempo della partita del Brasile ballando samba e scherzando con i carioca euforici. Il resto del tempo l’ho passato girovagando per Rio, sempre più distesa e aperta a ciò che la città mi ha saputo dare, nel bene e nel male. Alla fine è andato tutto bene e mi è dispiaciuto anche lasciarla.

Boiçucanga, 03 luglio 2010

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