Largo São Francisco e l’Istituto di Filosofia della UFRJ

Obiettivo di oggi: trovare le università e parlare con alcuni professori di antropologia, in particolare la prof.ssa Regina Abreu, per scoprire il motivo delle sue non-risposte alle mie mail.

A zonzo per le facoltà

Non sembrava, ma si è rivelata una missione molto complicata: chiedendo continuamente informazioni, sono riuscita a trovare la UFRJ (Univesidade Federal de Rio de Janeiro). Ho girovagato un po’, incontrando le facoltà di psicologia, educazione, comunicazione e filosofia e scienze umane al Campus Praia Vemelha.

Nessuna traccia di antropologia e mi è stato detto di andare alla Cidade Universitária. Ho preso l’ônibus 485 proprio di fronte a questa sede e, dopo circa mezz’ora, ho raggiunto quello che pensavo fosse il centro attorno al quale girava tutta la vita universitaria. In realtà qui c’erano solo le facoltà scientifiche, quali chimica, fisica e medicina, con tanto di ospedale universitario.

Alla segreteria, dopo qualche telefonata per informarsi dove potevo trovare il dipartimento di antropologia, due signori mi hanno dato dettagliate indicazioni su come arrivare alla mia meta: dovevo prendere ancora due ônibus (alla fine per tornare indietro, verso Rio, essendo la città universitaria molto fuori dal nucleo metropolitano). Il primo era per raggiungere l’ospedale universitario. Ho preso un ônibus qualunque, chiedendo bene se portava all’ospedale.

Morro all'orizzonte
Morro all’orizzonte

Arrivata all’ospedale mi è stato detto dall’autista che la strada era chiusa e che sarei dovuta scendere e dirigermi in direzione opposta a piedi; subito, però, una signora mi ha detto che era tutto chiuso a causa di alcuni lavori in corso, che non potevo raggiungere l’ospedale; infine è intervenuta una ragazza dicendo che avrei potuto prendere l’ônibus appena di fronte a dove ci siamo fermati. Ero al centro dell’attenzione di tutti i presenti e mi sentivo un tanto imbarazzata…


Laurea in antropologia

Preso l’ônibus per Praça São Francisco, ho poi chiesto come raggiugere l’IFCH (Instituto de Filosofia e Ciências Humanas). Al 4° andar, gli uffici del PPGAS (Programa de Pós Gradução em Antropologia Social).

Alla segreteria mi è stato detto che era l’ora del pranzo e che sarei dovuta tornare verso le 13 circa. Ho mangiato quindi fatto un giro ed ho incontrato la sede di una radio libera, “Rádio Pulga”. Mentre facevo delle foto e curiosavo nel programma appeso alle pareti pitturate, è arrivato uno dei ragazzi che se ne occupa e mi ha fatto dare un occhio all’interno.

Mi ha raccontato che queste radio “underground” sono abbastanza comuni , benché poco conosciute e ascoltate. Inoltre ci tiene a precisare che è una radio libera da qualsiasi implicazione politica e che non è legata nemmeno ad alcun sindacato.

Tornata alla segreteria, ho trovato una signora che si apprestava a versarsi un caffè e le ho chiesto se poteva darmi alcune informazioni. Dopo che le ho spiegato rapidamente che sono una studentessa italiana curiosa di conoscere l’antropologia brasiliana, mi ha congedata in fretta. La signora che mi aveva atteso in precedenza è andata poi a chiamare un’altra ragazza, la quale mi sarebbe stata più utile.

In realtà mi ha riferito ciò che già sapevo e che facilmente si poteva immaginare: per studiare alla UFRJ potevo o iscrivermi al mestrado em antropologia o accedervi attraverso un programma quale il Leonardo o l’Overseas. Le ho quindi chiesto se fosse possibile parlare con qualche professore, dato che queste informazioni come i corsi del corso di laurea  in antropologia mi erano già noti, avendo dato precedentemente un’occhiata al sito internet.

Ha anche detto che sarebbe stato molto difficile riuscire a incontrare i professori, dato che questa è l’ultima settimana del semestre, che il giorno seguente si sarebbe tenuto un seminario al Museo Nacional, a cui i docenti avrebbero partecipato, e che il giorno seguente ancora non ci sarebbero state le lezioni a causa della partita di calcio.

Ci siamo spostate per i corridoi della segreteria e abbiamo rincontrato la professoressa scortese e imbronciata di qualche minuto prima. La ragazza le ha spiegato brevemente la situazione e questa, per mostrarsi ancora più gentile e ospitale di quanto non fosse stata prima, mi ha incoraggiata dicendo che non sarei mai riuscita a prendere parte alla specialistica alla UFRJ in quanto bisogna prima sostenere un test d’ingresso che si sarebbe tenuto nel mese di luglio.

La ragazza le ha esposto che avevo cercato di entrare in contatto con alcuni professori e se sapeva quando avrei potuto parlare con loro; la risposta è stata nuovamente che mi sarebbe stato impossibile, in quanto il giorno seguente tutti gli antropologi dell’università avrebbero partecipato a un seminario. Quando poi le ho accennato che avevo intenzione di parteciparvi (ero già a conoscenza anche di quello), mi ha detto che non mi sarebbe stato possibile interrompere questo evento, che nessuno avrebbe avuto il tempo di parlarmi. Comunque sia ho ringraziato e me ne sono andata.

Largo São Francisco

Erano appena le 15.30 ed ho deciso di gironzolare un po’ per quelle stradine apparentemente tanto attraenti prima di cercare un autobus per Botafogo. Vicoli molto trafficati da pedoni, con i marciapiedi in dislivello e orfani di vari ciottoli. Ai lati molti negozi e venditori ambulanti, piccole edicole e barboni, venditori illeciti di non so bene cosa e soggetti di ogni tipo intenti a distribuire volantini che nessuno si apprestava ad accettare.

Fra tutta questa confusione ho trovato un piccolo angolino di pace tra vecchi libri , la maggior parte sul Brasile: le scoperte, i racconti di viaggio, l’Impero, la Repubblica, la politica, ogni singolo stato raccontato sotto vari punti di vista, la cultura, la musica, l’arte, ecc. Ho trovato qualche libro interessante, tra cui: uno di Jorge Amado, di cui mi sto appassionando e volevo leggere qualcosa in lingua originale; un libro di leggende indigene degli anni ’20; infine, un piccolo pensiero per un amico, narrante le scoperte del Brasile, con le pagine tutte ingiallite e una copertina verde, antica, con una semplice cornice e il titolo dorato.

Scappata in ostello e mi sono subito diretta alla ricerca di un piccolo ristorantino vicino alla pousada. Ho trovato un baretto dove mi è stato offerto arroz, bifana grelhada e farofa. Poi serata in ostello, dove ho conosciuto Eduardo, un ragazzo paulista che si trasferirà a breve a Rio per studiare medicina. E per chiudere la giornata, Tristes Tropiques.

Rio de Janeiro, 23.06.2010

il folle tour che feci quel dì…

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