Si può disimparare a viaggiare?

Si dice che una volta imparato ad andare in bicicletta non ci si dimentica più. Così come guidare l’auto, oppure a prendere l’aereo. Una volta fatta esperienza e quando il meccanismo diventa automatico, non c’è più pericolo di dimenticare come si fa. Anche dopo anni di inerzia, l’iter viene eseguito senza difficoltà.

Ci sono poi azioni e capacità che, se non praticate costantemente, vengono scordate o per lo meno hanno bisogno di una rinfrescata prima di riacquistare fluidità. È il caso delle lingue straniere oppure delle attività sportive.

Ma dopo tanto tempo che non si viaggia ci si può dimenticare come si fa?

Viaggiare significa…

Viaggiare non significa solo prendere un mezzo di trasporto e muoversi dal luogo in cui si risiede. Ma

… prepararsi a qualcosa di incerto, che non appartiene alla solita routine. Significa entrare in dialogo con se stessi e rischiare di tornare a casa completamente cambiati.

ascoltare, non solo le persone ma tutto ciò che ci circonda. Più i cinque sensi sono vigili, più sarà possibile trarre i veri benefici che il viaggio sa dare. Le storie di altre persone, la loro cultura, i rumori di una foresta così come il caos di una grande metropoli. Fare il pieno di tutto questo varrà più di ogni altro souvenir.

… mettere in dubbio le proprie certezze e imparare a essere combattivi e aperti allo stesso tempo. Anche se è stato pianificato tutto nei minimi dettagli, anche se si tratta di un viaggio da sogno.

… uscire dalla nostra comfort zone e a quel punto nulla è più automatico e definito. Cosa accade quindi dopo anni di relativa quiete e stasi?

Il ritorno ‘on the road’ dopo quattro anni

Sono sempre stata una viaggiatrice stanziale, di quelle che rimangono ferme in un posto per mesi, se possibile anni. Sono un’antropologa in fondo e ciò che mi ha sempre affascinato è comprendere la cultura di un luogo. Una volta fatto campo base, di lì poi mi muovo zaino in spalla per esplorare i dintorni, conoscere altre persone e ascoltare storie e punti di vista differenti. 

Dopo anni trascorsi con lo zaino in spalla, tornata dal Brasile in quel lontano giugno 2012, non sono più ripartita. Cioè, non ho mai più preso un aereo fino a ottobre 2016. Sono tornata nella mia comfort zone e li sono rimasta per riposare. Gli amici, la famiglia, i luoghi della giovinezza, la mia lingua e il mio dialetto.

Arrivata a Melbourne mi sono ritrovata ad affrontare tutti quegli ostacoli che un viaggiatore si trova davanti, ancor più quando è solo. Ogni settimana ho cambiato alloggio, passando anche per squallidi ostelli in cui il riposo non era sempre garantito. Non c’era alcun bar di fiducia o amico con cui condividere gli avvenimenti della giornata. La lingua, nonostante conosca bene l’inglese, si è rivelata più ostica di quanto pensassi a causa della pronuncia “Aussie“, stretta e biascicata.

Anche il mio corpo ha subìto le conseguenze della partenza. Ho cambiato alimentazione, il jet-lag mi ha perseguitato per una decina di giorni, il clima cambiava in continuazione e appena dopo due settimane mi sono presa un bel raffreddore. Proprio quando dovevo trasferire tutto il mio carico di averi nella prima stanza che ho affittato.

Così mi sono resa conto che non solo non ero più abituata a viaggiare, ma che avevo disimparato ad affrontare gli imprevisti e le dure prove che il viaggio comporta.

Allenarsi a viaggiare

La mia risposta quindi è sì, si può disimparare a viaggiare. Proprio come ci si allena nello sport per prendere confidenza a elasticità, e proprio come si fa pratica con una lingua straniera per parmare correttamente e con fluidità, anche il viaggio richiede una certa preparazione.

Ecco alcuni consigli nati da questa mia esperienza:

  • mettiti nell’ottica che tutto può accadere, anche se hai delle certezze;
  • libera la mente da tutto ciò che è superfluo: hai già il peso dei bagagli da trasportare;
  • il panico e l’ansia non servono a nulla se non a farti prendere decisioni errate;
  • tieni gli occhi aperti su ciò che ti circonda perché lì puoi trovare gli indizi che ti servono, a casa come in viaggio;
  • (come avevo già scritto) non affidarti solo alla guida, ai blog di viaggi o app varie perché danno solo l’illusione di sapere ciò che vedrai;
  • parla con quanta più gente puoi, senza giudicare o essere inopportuno: hai solo da imparare e capirai che spesso un punto di vista diverso dal tuo non è poi così male.

One Comment Add yours

  1. Consigli utili per la vita di tutti i giorni. Perché è sempre un viaggio… E come tu dimostri, il viaggio rende più saggi.
    Grazie

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