Corrispondenza dal Brasile

Ho sempre desiderato viaggiare il mondo e colmare la curiosità che mi portava a chiedermi cosa ci fosse “là fuori”. I luoghi in cui recarsi sono infiniti e quando si pensa alla parola “mondo” la prima cosa che viene alla mente è la sua vastità. Non sapevo da dove partire e, per mancanza di soldi e di tempo, in età adolescenziale ho gironzolato per l’Europa con la scusa dei viaggi di studio, delle vacanze con le amiche, delle visite a persone che, per brevi periodi, si trovavano all’estero. Poi il destino mi ha inaspettatamente portata a intraprendere un percorso per le terre lusofone.

Prima il Portogallo, che ho vissuto in totale inconsapevolezza e in preda all’incoscienza e alla vivacità dei miei 21 anni. E’ stato un “rito di passaggio” in cui sono stata sottoposta a dure prove di apprendimento della lingua portoghese e in cui mi sono state offerte, in dono, immagini di un Paese lontano, oltre oceano, colonizzato dal Portogallo e a cui ha donato tutti i suoi frutti e colori: il Brasile. Già il primo anno di università, leggendo Tristi Tropici sul vaporetto che mi portava al Lido in quella primavera soleggiata, ho sentito una sorta di richiamo. Il paradigma strutturalista di Lévi-Strauss mi appariva sospetto e riduttivo già ai tempi, ma le narrazioni del suo Brasile già sembravano appartenermi. Era come se in una vita passata fossi già stata in quei luoghi e il mio inconscio riportasse alla luce delle immagini che, in realtà, avrei vissuto solo negli anni a seguire.

Il primo viaggio in Brasile è avvenuto nell’estate (italiana/inverno brasiliano) del 2010, quasi a caso: mi ero laureata, non sapevo cosa fare e avevo voglia di avventura. “Perché non andare in Brasile?”, mi sono chiesta, e ho prenotato il volo. Durante quel viaggio mi sono innamorata, sia di ciò che i paesaggi brasiliani avevano da offrirmi, sia di un uomo. Un brasiliano da cui non riuscivo a staccarmi una volta tornata in Italia e di cui non riuscivo a matar a saudade (colmare la nostalgia). Ecco che sono tornata in Brasile una seconda volta (marzo 2011), poi una terza (agosto 2011) e infine una quarta (febbraio 2012). Memorie che spesso mi suggeriscono di tornare in Terra Brasilis.


Il viaggio che mi ha iniziata… e viziata!

(giugno – agosto 2010)

Cambury, 30.06.2010


Il viaggio della saudade

(marzo 2011)

Campinas, 13.03.2011


O Rio do meu coração

(La Rio del mio cuore, luglio – dicembre 2011)

Corcovado, 03.08.2011

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